ESCRIMA




Sviluppo del Sistema-Escrima

I sistemi di arti marziali , specialmente il sistema di arti marziali Filippino, non si sviluppano da un giorno all'altro! Lo sviluppo di un sistema richiede tempo, esperienza , prove e solide basi. Il Latosa-Escrima non è uno di quei sistemi che nascono semplicemente "dando un nome tradizionale" ad un insieme di tecniche , magari con l'aggiunta di qualche "trucco filippino" per farla sembrare più esotica. Il Latosa-Escrima ha attraversato due decenni di prove e sviluppo prima che Rene Latosa la battezzasse con il nome attuale.






Cenni sull'Escrima

L'organizzazione chiamata Philippine Martial Arts Association vide i suoi natali nel 1976.

Escrima fu il primo nome usato sotto la bandiera della PMAS. Il nome cambiò nel 1982 in Combat-Escrima per meglio significare i nuovi concetti di uso della forza e di approccio al combattimento reale del sistema. Il Combat-Escrima si basava fermamente su un solo scopo : vincere! Questo suo scopo riuscì ben presto a formare una prima generazione di studenti con il pregio di essere molto aggressivi in combattimento. Tuttavia questo atteggiamento risultava essere poco produttivo per lo sviluppo del sistema e per la formazione dei futuri istruttori.

La PMAS riusciva a formare eccellenti lottatori e campioni del mondo ma non riusciva a formare istruttori completi. Realizzando la natura del problema ,Rene Latosa studiò un sistema di insegnamento che aiutasse lo studente a comprendere in maniera più efficace i concetti alla base delle singole tecniche. Oggi la filosofia che si cela dietro al sistema Latosa-Escrima è molto semplice : "Il tutto è più grande della somma delle sue singole parti."

Per esempio, una tecnica non può esprimere il suo pieno potenziale se non è combinata ai concetti di equilibrio , potenza, velocità, concentrazione , tempestività e attitudine.

Quando sono combinati , questi elementi rendono ciò che risulta dall'azione molto più efficace della semplice somma delle sue parti. In questo sistema il numero di tecniche possedute da un individuo non aumenta il suo livello di competenza . Le tecniche sono usate per capire ,accettare e ricordare i concetti che sono la vera anima del sistema.

Le tecniche sono movimenti pratici che sono efficaci solo se combinati con i concetti fondamentali. Lo scopo del Latosa-Escrima e di formare un escrimador di qualità che possa pensare con creatività e reagire responsabilmente.





Storia dell'Escrima : una famiglia di escrimadores

Rene Latosa ha ormai alle spalle 30 anni di studio e di insegnamento delle arti marziali filippine. Iniziò il suo allenamento nel 1968 , alla Stockton Escrima Academy a Stockton ,CA, con Dentoy Revilar (Serrada), Maximo Sarmiento (Kadena de Mano) , Leo Giron ( Largo Mano) , e Angel Cabales ( Serrada). Comunque l'escrimador che ebbe più influenza nella sua vita fu sicuramente suo padre , Juan Latosa.

Esteben Latosa

Il bis-nonno di Rene era un famoso fuorilegge ed un temuto escrimador.

La leggenda dice che possedesse l' "Anting-Anting" , il simbolo del soprannaturale , che accoppiato con le sue doti nelle arti marziali facevano di lui un uomo invincibile. All'età di sette anni , Juan L. , padre di Rene, era l'unica persona che Esteben volesse attorno a se.

Esteben riconosceva negli occhi del suo giovane nipote un futuro da grande escrimador.

Provò a spiegargli le tecniche più raffinate di combattimento , ma Juan era ancora troppo giovane. Un giorno Esteban , ormai malato e sul punto di morire , chiese a suo nipote Juan di prendere il suo Anting-Anting che stava per abbandonarlo uscendogli via dalla bocca.

Anche se ancora molto piccolo, Juan si rifiutò spaventato perché sentiva che l'essenza soprannaturale del nonno portava con se qualcosa di malvagio. Esteban sorrise alla decisione di Juan e se ne andò rassicurato del fatto che il suo coraggioso nipote sarebbe stato un grande escrimador anche senza l'aiuto dell'Anting-Anting. Ammalato e indebolito Esteban scomparì fra le montagne e nessuno , da quel giorno ,lo vide mai più.

Juan L.

Juan Latosa , padre di Rene , era un rispettato combattente nella provincia di Capiz e nella città di Mambusao. Il padre di Rene era il più grande nella sua famiglia.

Da ragazzo alcuni parenti reintrodussero Juan alle arti marziali Filippine.

Il suo interesse divenne sempre più grande ed un giorno Juan chiese dei soldi alla madre per andare a studiare a Manila. La madre intendeva per "studio" quello accademico. Invece l'intenzione di Juan era di andare nelle montagne per studiare Escrima. Per oltre un anno studiò in un accampamento segreto dove il suoi allenamenti si estesero ad armi di differenti misure e forme (Kampilan , aste , corde , spade doppie, ecc.) e finendo con un'arma completamente fuori dal comune , la spada Giapponese da Samurai. Quando ritornò al suo villaggio continuò per anni ad allenare le sue abilità in veri combattimenti e con la pratica.

Ebbe inoltre modo di allenarsi e di confrontarsi con venditori e viaggiatori che conoscevano diverse arti marziali. Nel suo villaggio diventò il migliore. In quel periodo le sue abilità atletiche erano al top , tanto che venne convocato nella squadra olimpica Filippina di corsa su pista.

Lasciò le Filippine negli anni 20 per cercare fortuna ,avventura e una vita migliore in America. Sulla nave che lo portava in America ,si confrontò con un Maestro giapponese di Bo che stava causando problemi ad altri passeggeri Filippini. Juan gli chiese di smetterla. La situazione si trasformò presto in un duello a morte. Improvvisato un ring di combattimento , l'incontro iniziò con asta contro bastone. L'incontro finì con Juan vincente sul suo avversario ,che era stato gettato al tappeto e reso inoffensivo. Essendo un duello a morte , l'avversario chiese a Juan di finire il lavoro. Ma egli rifiutò. E così l'avversario dovette vivere con l'onta dell'umiliazione e della sconfitta dipinte in faccia per il resto del viaggio.

Rene L.

Il primo contatto di Rene con le arti marziali Filippine avvenne per mezzo dell' ambiente etnico e culturale in cui viveva.
Da ragazzo vedeva le arti marziali durante le celebrazioni (dopo la stagione dei raccolti, negli eventi culturali e nel Centro Comunità Filippina a Stockton, California.
In questo centro osservava le "vecchie guardie" che si divertivano a combattere con i loro bastoni da passeggio come se fossero delle spade ma con l'aggiunto di reciproci bloccaggi.

Da adolescente, molti dei suoi amici studiavano Karate. Rene chiese a suo padre se poteva prendere lezioni di Judo o Karate.
Suo padre si offrì di insegnare a suo figlio il "jitsu". Ma Rene non credeva che suo padre conoscesse veramente le arti marziali e per un po’ lasciò perdere. Ma sua madre gli consigliò di prendere lezioni di auto difesa da un vecchio amico di famiglia, Angel Cabales, dell' Accademia di Escrima di Stockton.

La sua prima visita all Accademia avvenne nel 1968. Rene fu accolto da Angel che teneva una sigaretta in una mano e un bastone di malacca nell'altra.
Angel , che conosceva Rene fin da piccolo, gli disse di prendere un bastone e gli dimostrò una veloce tecnica. Da questo momento in avanti , Rene venne rapito da quello che aveva visto e continuò a frequentare e a studiare nell' Accademia per oltre 5 anni.

All'Accademia di Escrima di Stockton , nel 1968 , non esisteva un metodo di allenamento "formale". Il metodo di insegnamento che veniva utilizzato era basato unicamente sulla base del rapporto maestro-allievo.
Rene ricorda che l'atmosfera all'accademia era molto informale, Angel era per lui semplicemente " Angel". Per tutti gli studenti dell'Accademia, il titolo "Gran Maestro" si riferiva ad Angel, e solo a lui.
Con grande vantaggio per Rene, durante i suoi primi 5 mesi di lezione, egli fu l'unico di 3 allievi a presentarsi all'accademia regolarmente. I suoi primi allenamenti, con una media di quattro istruttori - Angel Cabales, Max Sarmiento, Leo Giron e Dentoy Revillar - solo per lui, gli diedero la possibilità di osservare molti stili diversi.


Questi quattro maestri giocarono un ruolo fondamentale nella formazione delle linee essenziali del Sistema Latosa-Escrima; comunque, l'influenza più significativa fu quella del padre.

In quei tempi Angel non era solito rilasciare gradi o certificati agli studenti dell'Accademia. Semplicemente non esistevano gradi. Si diventava istruttori solo quando Angel diceva che si era pronti per farlo(Rene lo divenne poi con l'approvazione di Angel e Max).
Angel diceva sempre che i certificati, le cinture ed i titoli non significano niente se non si ha l'abilità per sostenerli.

Imparare dal proprio padre fu molto difficile per Rene. Suo padre era un "guerriero" ed ogni reazione ad una situazione era rivolta al combattimento. Quando Rene chiedeva di potere rivedere un movimento per una seconda volta, egli gli mostrava qualcos'altro. Questo perché suo padre non usava "tecniche" e due movimenti non potevano mai essere gli stessi.

L'ego di Rene giocò un ruolo importante nell'avvicinarlo alle prodezze nelle arti marziali Filippine del padre. Egli infatti stava esercitandosi per una dimostrazione, quando si rese conto che non appariva abbastanza fulmineo ed impressionante quanto avrebbe potuto essere
Allora chiese a suo padre, che stava lavorando in giardino, se aveva voglia di prestarsi come "cavia" per il suo allenamento. Il vecchio Latosa trattenne il suo carattere impetuoso nonostante l'arroganza del figlio. Lo osservò sfoderare le sue tecniche e poi, con un sorriso, gli disse che necessitava di più pratica per migliorare. Il giovane Latosa chiese al padre cosa ne sapeva lui, visto che era solo una cavia. Il padre lasciò i suoi attrezzi da giardino, camminò verso il suo egocentrico figlio e prese in mano un bastone. Rene gli chiese se aveva intenzione di colpirlo in testa, e aggiuse che se quella era la sua intenzione doveva stare attento, tanto era sicuro della sua velocità e delle sue abilità tecniche.
Invece, con voce calma, il vecchio Latosa chiese a Rene di provare a colpirlo.
Ci fu qualche esitazione da parte sua, perché Rene temeva che, se avesse sferrato il colpo troppo forte, avrebbe potuto ferire suo padre. Allora decise di portare un colpo lento. Ma prima ancora di rendersene conto, suo padre l'aveva già colpito con il bastone alla testa. "Deve essere stato un caso", pensò Rene

Allora partì con un secondo colpo ,più forte e veloce. Ma il risultato fu lo stesso: la testa del giovane era stata colpita dall'arma del padre. Allora, con furia e determinazione, Rene rivolse un altro attacco, con forza, velocità e muovendosi di scatto contro il padre. Ma così facendo diede la possibilità al suo bersaglio di spostarsi, di portarsi in una posizione vantaggiosa e di colpire il figlio fra il collo e le spalle, facendolo rovinare a terra.

Suo padre si allontanò ridendo e ritornò ad occuparsi del giardino. La madre di Rene uscì di casa, gridò contro il padre ed andò a consolare il povero figlio con l'ego scalfito dalla batosta. Rene passò diverso tempo a chiedersi il perché di quello che era accaduto.
Egli era convinto che con le sue abilità tecniche nessuno avrebbe mai potuto batterlo. Allora suo padre lo prese da parte e gli raccontò del suo duro e pericoloso passato e gli fece capire quanto ancora avesse da imparare.
L'atteggiamento di Rene verso le Arti marziali Filippine cambiò subito. La prima coseche accantonò furono il suo egocentrismo e la sua arroganza. Il vecchio Latosa iniziò ad insegnare al figlio i punti più delicati ed concetti fondamentali del combattimento, le armi che si utilizzano e la filosofia di base.
Rene capì così l'importanza dei concetti in relazione alle tecniche.





Influenze importanti

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